martedì 23 luglio 2013

Il concittadino Benito M.



Le motivazioni per cui il Consiglio comunale d’Isernia conferì la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini in data 20/5/1924 sono denunciate senza remore nelle premesse dell’atto assembleare: «La proposta trae ragione dal bisogno che la nostra città sente di non essere seconda, in tale atto di devota ammirazione, alle altre città e paesi d’Italia»; come dire: «lo fanno gli altri… e che, noi siamo più fessi?».
Se si va a guardare, in quel maggio del 1924 molti comuni italiani – Termoli, per es., ci anticipa di cinque giorni, come si legge qui –  decisero di conferire la cittadinanza onoraria all’allora Presidente del Consiglio dei ministri del Regno d'Italia e Duce del Fascismo cav. Benito Mussolini (memento: in Italia, fare sempre attenzione ai cavalieri).
Contestualizziamo: le elezioni dell'aprile 1924 portano il Partito Nazionale Fascista ad essere partito di stragrande maggioranza nel paese, con qualcosa come il 65% dei consensi (magari più di un punto percentuale strappato con allegre bevute di olio di ricino). Appena qualche giorno dopo la ridondante delibera isernina, Giacomo Matteotti pronuncerà in Parlamento il suo discorso di denuncia delle elezioni-truffa, concludendo il suo intervento con un commiato che sarà presto inverato dalla squadraccia di Dumini, Volpi, Viola, Malacria e – nomen omen – Poveromo: «Io, il mio discorso l’ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me».
Io non c’ero, ma temo che non doveva essere così difficile, allora, accorgersi che il Fascismo fosse Fascismo già in quella primavera del 1924.

In ogni caso, la Deliberazione n. 47 del 20 maggio 1924 – che, fino a prova del contrario, assumo non revocata da alcuna successiva assise cittadina – recita un testo comune a tante altre pronunce di assembee civiche italiane, infarcito di Nazione, Capo, tradizione e altro lessico in orbace. 

(ASCI, b. 219, f.4553)

«Il Presidente comunica l’ordine del giorno che è il seguente:  “conferimento della cittadinanza onoraria a S.E. Benito Mussolini” e dice: Propongo che sia conferita la cittadinanza onoraria a S.E. Benito Mussolini, Presidente del Consiglio dei Ministri.  La proposta trae ragione dal bisogno che la nostra città sente di non essere seconda, in tale atto di devota ammirazione, alle altre città e paesi d’Italia e di confermare così la dimostrazione di fiducia che Isernia già diede, piena e solenne, al Governo Nazionale nei recenti comizi elettorali politici; Isernia, che si costituì con le nobilissime ed audaci schiere dei reduci dal fronte baluardo insormontabile contro la marea bolchevica (sic) dal triste dopo guerra, si rende preciso conto dell’aspra  fatica che il Governo Nazionale, sotto la guida ferma e sicura del suo Capo, ha compiuto e compie per la restaurazione della vita Nazionale (sic) in conformità delle sue alte tradizioni, della fede eroica dei morti dell’ultima guerra, dei destini che, da quelle tradizioni e da quella fede movendo, si palesano all’orizzonte della sua prossima storia. L’atto che io vi propongo oggi di compiere concorrerà, per la sua parte, al rinsaldamento della unità spirituale, già uscita dal gigantesco sacrificio della guerra a coronare il risorgimento della Patria  
ED IL CONSIGLIO
Plaudendo alla proposta e alla nobile motivazione, che il suo Presidente ne ha dato, a voti unanimi e per acclamazione, conferisce a S.E. l’On.le Benito Mussolini la cittadinanza onoraria di Isernia


In appendice, il telegramma del 30 maggio a firma di Giacomo Acerbo, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con cui si notifica ai consiglieri isernini che S.E. ha gradito il gesto, dando incarico « (…) di ringraziare codesto onorevole consiglio comunale pel conferimento della cittadinanza onoraria che Egli accetta formulando i più fervidi voti per l’avvenire di codesto comune

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