Discutere dell'identità del Molise e dei molisani (oltreché della città di Isernia) è argomento di indubbia attualità. Pubblichiamo, come contributo sul tema, il sunto di tre conferenze tenute rispettivamente nel 1999, 2000 e 2006 , in Roma, presso l’A.I.R. – Associazione degli Isernini a Roma “Michele Cimorelli”, dal Socio Fondatore Dott. Tommaso Formichelli.
Identità e
Geopolitica della Comunità Isernina (1999)
Può considerarsi data di nascita della comunità
isernina il 263 a.C. allorché
venne fondata la colonia latina di Aesernia.
La popolazione ivi inviata ammontava ad alcune migliaia di latini.
Una seconda colonia di latini fu dedotta ad Aesernia nell'80 a.C. dopo la fine
della guerra sociale e la distruzione della città ad opera di Silla.
Una terza colonia di latini fu trasferita nella città di Aesernia nell'età di
Nerone.
In tale periodo, come osserva lo studioso Theodor Salmon, la popolazione
sannitica di Aesernia era del tutto irrilevante.
Nella sua prima fase di vita Aesernia è, pertanto, una città romana sia nella
struttura urbanistica che nella composizione etnica e sociale.
A tale nucleo originario si aggiungono successivamente altre popolazioni non
italiche: i "greci" in numero pare esiguo, i longobardi che però non
sembra si siano fusi con gli abitanti locali e gli ebrei costituenti la colonia
più consistente ammontando a circa 500 individui e giunti ad Isernia tra il XV
ed il XVI secolo.
La popolazione così composta si è mantenuta fino all'unità d'Italia tra un
minimo di poco più di 3.000 abitanti ad un massimo di circa 7.000 abitanti.
A partire da tale data è iniziato un flusso migratorio prevalentemente dai
comuni circostanti presenti in area sannitica fino a portare la
popolazione attuale a circa 21.000 abitanti.
È da includere in tale numero anche una comunità di
rom che ammonta a circa 500 individui.
Degli attuali abitanti di Isernia 7.000 di essi, un terzo circa, sono i
discendenti della popolazione originaria come fissata prima dell'unità
d'Italia.
Si calcola, inoltre, che 3.000 siano gli isernini emigrati all'estero con
queste principali destinazioni: USA (1000), Canada (500), Argentina (500),
Australia (200), Svizzera (500) e UE (300).
Qualche centinaio, infine, sono gli isernini che vivono nel resto d'Italia.
La composizione attuale, pertanto, della comunità isernina ammonta a quasi
25.000 individui.
Per la città di Isernia si disegnano sostanzialmente
tre scenari geopolitici:
1. Rimanere nella regione Molise con gli attuali confini o con alcune modifiche nelle
zone periferiche.
2. Venire ad essere inclusa nella regione Sannio di cui
dovrebbero venire a far parte: il Molise, patria dei sanniti pentri; la
provincia di Benevento e parte di quella di Caserta, patria dei sanniti
caudini; la provincia di Avellino, patria dei sanniti irpini; la parte
meridionale della provincia dell'Aquila, patria dei sanniti caraceni.
3. Tornare a far parte della regione degli Abruzzi che dopo
l'unità d'Italia unificò amministrativamente le tre province del regno di
Napoli dell'Abruzzo ulteriore, dell'Abruzzo citeriore e del Molise con
capoluogo L' Aquila e che è così rimasta fino al 1963.
Il Sannio
Regione d'Europa (2000)
La ricostituzione dello Stato dei Sanniti nella forma
della Regione Autonoma confederata con le altre Regioni italiane nell'ambito
dell'Unione Europea è attesa da oltre 2000 anni ovvero da quando i Romani dopo
la vittoria nella terza guerra sannitica cancellarono l'identità e l'unità di
quel popolo.
Per realizzare tale progetto occorre però:
·
Identificare i confini del Sannio.
·
Appurare oggi fin dove e da parte di chi si sono mantenute le
caratteristiche, le tradizioni, il senso della comune appartenenza e le memorie
sannitiche.
Il Sannio
annoverava con assoluta certezza quattro tribù confederate in alcuni periodi
tra loro:
·
I Carecini.
·
I Pentri.
·
I Caudini.
·
Gli Irpini
I Carecini che occupavano un'area
dell'attuale Provincia di Chieti si sono dissolti fondendosi con altre
popolazioni limitrofe quali i Frentani, i Marrucini ecc.
I Pentri costituivano il cuore
della nazione sannitica occupando l'attuale Molise ad eccezione della fascia
costiera, le zone meridionali delle attuali Province dell'Aquila e di Chieti,
la parte centro-settentrionale della Provincia di Benevento, la parte
nord-orientale della Provincia di Caserta.
I Caudini occupavano l'estremo
meridione della Provincia di Benevento intorno al sito dell'antica Caudium
presso l'attuale Montesarchio, ma in gran parte distrutti e divisi dai Romani
possono considerarsi confluiti nella più vasta tribù pentra.
Gli Irpini nell'attuale
Provincia di Avellino più aperti alle influenze campane e isolati dal resto dei
Sanniti hanno maturato una identità autonoma.
A nostro avviso pertanto oggi il Sannio coincide sostanzialmente con la nazione
ed il territorio dei Pentri.
I Sanniti si distinguevano chiaramente dai popoli confinanti: i Dauni
nell'attuale Provincia di Foggia, i Campani nella regione omonima, i Marsi ed i
Peligni nell'attuale Provincia dell'Aquila, i Frentani ed i Marrucini
nell'attuale Provincia di Chieti.
Essi derivano dagli Umbri, popolo indoeuropeo che occupava l'attuale Umbria e
parte delle Marche, da cui si sono separati i Sabini o Sabelli che occupavano
le attuali Province di Terni e di Rieti e dai quali si sono staccati i Sanniti;
da questi ultimi sono derivati i Lucani che occupavano la regione omonima.
Umbri, Sabini, Sanniti e Lucani discendono dallo stesso ceppo ed appartengono
alla stessa famiglia.
Per ricomporre l'unità del Sannio occorre oggi unire alla Regione Molise la
Provincia di Benevento, alcuni comuni meridionali delle Province dell'Aquila e
di Chieti ed alcuni comuni nord-orientali della provincia di Caserta.
La Regione Sannio cancellerebbe la denominazione di Molise che indicava una
unità feudale creata artificialmente dai conquistatori Normanni e trasformata
con degli ampliamenti in provincia dai Francesi nell'età Murattiana. (Lo stesso
nome di Molise pare derivi da una località francese.)
Tale regione così ricomposta conterrebbe al suo interno varie minoranze a cui
garantire massimamente riconoscimento e tutela quali quelle albanesi, croate,
rom ecc.
Le procedure per realizzare tale disegno sono già contenute nella Costituzione
della Repubblica Italiana all'art. 132 e vanno seguite rigorosamente da parte
di tutti gli appartenenti all'area della futura Regione Sannio.
Regione Abruzzi
(2006)
La Regio IV Augustea detta Sabina et Samnium includeva l'attuale Abruzzo ad esclusione della provincia di Teramo, l'attuale provincia di Rieti territorio dei Sabini ed il Molise odierno ad eccezione di alcune zone periferiche.
Oggi le mutate condizioni storiche e culturali ci permettono di
identificare un'area omogenea e con tratti comuni per dialetti, costumi, usi,
interdipendenza e complementarietà economica oltre che per conformazione e
contiguità geografica nella regione Abruzzi così come configurata all'unità
d'Italia a partire dal decreto luogotenenziale emanato dal principe reggente
Eugenio di Savoia Carignano il 17 febbraio del 1861 e comprensiva delle
province pre-unitarie dell'Abruzzo Ulteriore, Abruzzo Citeriore e Molise.
Simbolo della regione è stato in età monarchica il duca degli Abruzzi ovvero
Luigi Amedeo di Savoia grande esploratore ed alpinista a cui è intitolato il
museo nazionale della montagna a Torino. Si ricorda che la regione Abruzzi e
Molise prevista dall'art. 131 della Costituzione italiana del 1948 è stata
divisa con la legge costituzionale n. 3 del 27 dicembre 1963 che ha
identificato il Molise come ventesima regione italiana.
Alla regione Abruzzi nella sua ricomposizione, inoltre, andrebbe riaggregata la
parte spostata nel 1927 dalla provincia di L'Aquila alla provincia di Rieti ed
i comuni di Chieuti e Serracapriola oggi facenti parte della regione Puglia, ma
tuttavia siti a nord dello storico confine naturale del Fortore. In tale
regione questi ultimi due comuni insieme all'attuale Basso Molise potrebbero
far parte di una provincia frentana ricongiunta ed estesa fino alla città di
Ortona. In tal modo si creerebbero due aree omogenee e tra loro complementari:
quella appenninica destinata integralmente alla protezione della natura ed alle
attività tradizionali con un sistema di parchi contigui a cominciare dal Parco
nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise nato da una riserva reale di Casa Savoia
nel 1923 ed estesa dai Monti della Laga al Massiccio del Matese e quella della
pianura costiera destinata alle attività agro-alimentari, industriali, dei
servizi e dei trasporti estesa dal fiume Tronto al fiume Fortore. Ruolo
centrale dovrebbero avere le province quali unità di decentramento
amministrativo e di identità sociale per sub-regioni storiche come la già
menzionata Frentania, la Pentria, la Marsica ecc.
Capoluogo di regione sarebbe la città di L' Aquila mentre capitale economica e
del terziario sarebbe la città di Pescara.
Dott. Tommaso Formichelli
Dottore di ricerca in Diritto civile nell’Università «La Sapienza» di Roma



