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giovedì 19 febbraio 2015

L'Isernia del fotografo Labella nel fascicolo de «La Patria», 1899


Stampe (xilografie) tratte dal fascicolo n. 28 de «La Patria : geografia dell'Italia : cenni storici, costumi, topografia, prodotti, industria, commercio, mari, fiumi, canali, strade, ponti, strade ferrate, porti, monumenti, dati statistici, popolazione, istruzione, bilanci provinciali e comunali, istituti di beneficenza, edifizi pubblici», Opera compilata dal professore Gustavo Strafforello (Vol. IV, parte 2a.) Provincie di Aquila, Chieti, Teramo, Campobasso, UTET 1899.
   
   



«La Prece» (da originale fotografico Labella)



«Cattedrale» (da originale fotografico Labella)


«Viadotto S.Spirito» (da originale fotografico Labella)

martedì 4 giugno 2013

Il ponte della Prece


Xilografia tratta dall'opera «La Patria. Geografia dell'Italia»,
di Gustavo Strafforello, U.T.E.T., Torino, 1899.


A Isernia La Prece è il profondo vallone creato dal fiume Sordo, a occidente dell’abitato storico.
In tempi più remoti, il «dirupare taluno per la Prece» era minaccia comunemente formulata e spesse volte attuata. Allorché i Francesi espugnarono finalmente Isernia, nel gennaio 1799, si abbandonarono ad una feroce vendetta. Furono molti, tra i resistenti, che in alternativa alla fucilazione subirono quell'atroce fine. 
Altre volte, si rimase a livello di mera intimidazione: Stefano Jadopi - nella sua monografia pubblicata parzialmente in Il Regno delle due Sicilie descritto ed illustrato da Filippo Cirelli (vol. XIV, fasc. 1, Molise, Napoli s.d.) - riferisce che la plebe inferocita minacciò di dirupamento il recalcitrante usciere comunale Santorsola, nel luglio 1857 (ne abbiamo parlato a proposito della rivolta contro l'introduzione della tassa sul vino). 
Con la costruzione del viadotto (1887/1892), intitolato al medico Antonio Cardarelli, il locativo La Prece si è esteso al ponte. Dal ponte della Prece molti, nel corso degli anni, hanno tentato o perfezionato il suicidio. Per questo, come si legge da qualche parte in rete, sei davvero di Isernia se quando senti parlare della Prece inizi a tremare più che pregare.